Lo Presti Avv. Claudio

Studio Legale Lo Presti Avv. Claudio

consulenza legale

Articolo giuridico sul Mobbing

Negli ultimi anni si è spesso sentito parlare di mobbing. Tale termine deriva dall'inglese to mob che significa “aggredire”, “assalire”: non si tratta, però, di un'aggressione fisica bensì di una pluralità di condotte tese sistematicamente e metodicamente a svilire, umiliare, degradare, dequalificare altri soggetti.

Tale comportamento, ovviamente antigiuridico e passibile di sanzioni, non è previsto da alcuna norma di legge ma è stato formalizzato dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione con specifico riferimento a situazioni che vengono a crearsi in ambito lavorativo ( si parla a tal proposito di mobbing verticale allorché questi comportamenti vengano posti in essere dl datore di lavoro nei confronti di un lavoratore subordinato e di mobbing orizzontale nel caso in cui mobbizzante e mobbizzato siano colleghi).

Per quanto riguarda il mobbing verticale le condotte più frequentemente rilevate ed analizzate dalla giurisprudenza sono quelle di datori di lavoro che demansionano, dequalificano il lavoratore, affidandogli mansioni diverse ed inferiori rispetto a quelle per le quali erano stati assunti, non per oggettive negligenze di questi ultimi, ma per “ punirli” discriminandoli di fatto rispetto ai colleghi.

Per quanto riguarda, invece, il mobbing orizzontale, si è soliti fare riferimento a casi nei quali un lavoratore viene sistematicamente “preso di mira” dai colleghi mediante il compimento di scherzi grossolani o di cattivo gusto, deridendolo gratuitamente od esponendolo comunque al pubblico ludibrio.

La Corte di Cassazione con una recente pronuncia ha precisato che il mobbing non è un reato ma rileva solamente da un punto di vista civilistico. Pertanto il soggetto mobbizzato non ha titolo per presentare una querela, in quanto il conseguente procedimento penale verrebbe verosimilmente archiviato; potrebbe, invece, citare in giudizio il soggetto mobbizzante e chiedere al Giudice civile di condannarlo al risarcimento dei danni subìti.

A tal proposito, premettendo che è esclusa la configurabilità di un danno morale o pecunia doloris che ricorre solamente allorché si possa ravvisare la sussistenza di un reato, il mobbizzato potrebbe chiedere il risarcimento del danno biologico , inteso come lesione psico-fisica e del c.d. danno esistenziale definito dalla Corte di Cassazione come la lesione del bene “serenità d'animo”.

Avv. Claudio Lo Presti

 

Note sui riflessi giuridici del Mobbing

L’articolo dell’Avv. Claudio Lo Presti induce alle considerazioni che seguono.

Il termine mobbing (dall’ingl. to mob, 1. Assalire, malmenare. 2. Affollare) fu impiegato per la prima volta da Konrad Lorenz 1 in relazione ai comportamenti aggressivi degli animali e successivamente da H. Leymann 2 sulle ripercussioni psicologiche che un ambiente di lavoro ostile cagiona alla salute della persona.

In Svezia, l’Ente nazionale per la salvezza e la sicurezza svedese con ordinanza del 21 settembre 1993 emanò un ‘ordinanza contro ogni forma di “persecuzione psicologica” negli ambienti di lavoro; in Norvegia la materia fu incorporata nella l. n.41 del 24 giugno 1994, mod. dalla l.4 febbraio 1997,n.4 3 , al fine di “ assicurare un ambiente di lavoro che non esponga i lavoratori a sforzi psicologici di entità tali da influire negativamente sul rendimento e sullo stato di salute” 4 , mentre la Corte Suprema norvegese il 27 maggio 1993,definì il mobbing “ fenomeno inclusivo di tutte le forme di molestia, tormenti, esclusioni, tendenze a stuzzicare e scherzare in modo offensivo ed umiliante che si protraggono continuativamente per un certo tempo.”.

In ambito comunitario la Direttiva CE, in tema di parità uomo-donna, 2002/73 ,del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 settembre 2002, modificò la Direttiva 76/207/CEE del 9 febbraio 1976, chiarendo per la prima volta come la molestia sessuale fosse uguale alla discriminazione sulla base del sesso.

In Italia il di mobbing non è oggetto di autonoma disciplina legislativa ma rileva ex art.2087 C.C. (Tutela delle condizioni di lavoro), nonché del D. lgs 81/2008 in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro, sotto il profilo dei meccanismi di afflizione, vessazione, coazione psicologica concretantisi in comportamenti ( mortificazioni, ostilità, emarginazione, discriminazione, diffusione di maldicenze, reiterazioni di critiche ingiustificate, condotte offensive rispetto a concezioni religiose e politiche del soggetto) tali da provocare scompensi emotivi, esasperazione psicologica e svilimento dell’autostima. Secondo la S.C. (CC.2000/5491) al lavoratore, vittima di comportamenti persecutori da parte del datore di lavoro, spetta il diritto al risarcimento del danno biologico, relativo al nocumento del sistema nervoso, purchè sia accertato il nesso di causalità tra la condotta datoriale ed il pregiudizio arrecato alla salute della persona offesa.

Nel diritto penale, la sussumibilità del mobbing alla fattispecie de qua soggiace a disposizioni della Carta costituzionale del diritto sostanziale: quanto alla prima l’art.25 ( ”Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso”) riserva alla legge statale la competenza ad emanare norme penali 5 , enunciando una riserva assoluta di legge in materia penale, in forza della quale la legge penale deve determinare la fattispecie criminosa con connotati precisi, in modo che l’interprete, nel ricondurre un’ipotesi concreta alla norma di legge, possa esprimere un giudizio di corrispondenza sorretto da fondamento controllabile (C.COST., 8 giugno 1981, n.96, C. COST., 14 giugno 1990,n.282); quanto al secondo l’art. 1 C.P. : ” Nessuno può essere punito per un fatto che non sia espressamente preveduto come reato dalla legge, né con pene che non siano da essa stabilite”, prevede che il principio della riserva di legge è soddisfatto allorquando la legge determina con sufficiente specificazione il fatto cui è riferita la sanzione penale (C.COST.,ID, ibidem).

Inoltre l’art.14 delle Disp. Sulla legge in generale (Applicazione delle leggi penali ed eccezionali) pone il divieto di utilizzare norme penali ed eccezionali come base di un processo d’integrazione normativa per via analogica (C.s.u. 98/5288).

articolo giuridico, mobbing
La Cassazione Penale 6 , in relazione al reato di lesioni personali volontarie gravi in ragione
dell’indebolimento permanente dell’organo della funzione psichica, ha statuito come con la nozione di mobbing si individua la fattispecie relativa ad una condotta che si protragga nel tempo con le caratteristiche della persecuzione, tesa all’emarginazione del lavoratore, onde configurare una vera e propria condotta persecutoria posta in essere dal preposto sul luogo di lavoro:nella fattispecie l’atto di incolpazione era assolutamente incapace di descrivere i tratti dell’azione censurata impedendo, così, di verificare la dimostrazione della sistematicità e della durata dell’azione nel tempo e delle caratteristiche oggettive di persecuzione e discriminazione.
 
Invece, con successiva sentenza 7 , la Corte Suprema, in relazione al reato di maltrattamenti in famiglia ha ritenuto sussistente il mobbing , poiché la fattispecie di maltrattamenti in famiglia, tradizionalmente concepita in un contesto familiare, è stata, nel corso del tempo, estesa anche a rapporti differenti, di educazione, istruzione, cura, vigilanza e custodia, oltre che a quelli professionali e di prestazione d’opera, riconoscendo la condotta di mobbing in capo al datore di lavoro quando essa si manifesti attraverso una mirata reiterazione di plurimi atteggiamenti , nel corso del tempo, volti a danneggiare le condizioni lavorative del sottoposte isolandolo o mortificandolo con chiaro intento persecutorio e discriminatorio.
 
E’ stato osservato come “le donne siano vittime del mobbing molto più spesso degli uomini” 8 : invero è di meridiana evidenza constatare come la società contemporanea, a fronte di enunciazioni libertarie,solennemente scandite, presenti derive autoritarie a scapito dei soggetti più deboli (dagli infanti agli anziani), e si diriga verso approdi tuttora discriminatori nei riguardi delle donne, riducendone, in punto di diritto, la rappresentatività in termini di quote rosa, e, comprimendone, il linea di fatto l’effettiva incidenza nella realtà socio-economica.
 
Per questo solo una maggior attenzione al diritto della persona = in termini assoluti = convive con un’effettiva tutela dei diritti delle donne = di là dal fattore contingente= oltre la mera ricorrenza celebrata l’’otto marzo, Festa della Donna.
AVV. CLAUDIO CATTANI
 
 
 
 
 
 
1 K. LORENZ, L’aggressività, Milano, 1978, ID. ID. Io sono qui tu dove sei?, Etologia dell’oca selvatica, Milano,19vede
che 90, in A. FILZ, a cura di S. SCARPONI, Il Mobbing, analisi giuridica interdisciplinare, Atti del convegno di Trento 8
novembre 2007, Cedam, Padova, 2009.
2 H. LEYMANN, Mobbing and psycological terror at workplaces, in “Violence and Victims”, 1990, Vol. 5, n. 2.
3 Lov am arbeider og arbeidsmiljo.
4 R. MANCUSO, Mobbing: la situazione europea, Altalex, 28 maggio 2013.
5 C.COST., 25 ottobre 1989, n.487).
6 CASS.PEN., SEZ. V , 9 luglio 2007, n.1184.
7 CASSS. PEN., SEZ.VI, 22 dicembre 2014, n.53416.
8 B. RUPPRECHT-STROELL, Difendersi dal mobbing, Tea, Milano, 2007,p.15.W

riflessi giuridici, mobbing
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